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L’Italia sta progettando una nuova agenzia per finanziare la ricerca entro il 2022.

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La comunità scientifica italiana ha affermato di non essere stata consultata sulla realizzazione della proposta di creare una nuova agenzia nazionale della ricerca.

In questi giorni si sta dibattendo sul tema – creare una nuova agenzia “National Research Agency” (NRA) – che possa far crescere la possibilità di finanziamenti per la ricerca italiana.

Il primo ministro Giuseppe Conte ha parlato di questa possibilità già a Settembre di quest’anno, dicendo che la proposta sarà discussa nel parlamento in questo mese.

Ad oggi il sistema di finanziamento della ricerca italiana avviene mediante diversi canali che però risultano spesso poco promettenti sia in termini di traguardo che di tempi. Il programma di ricerca nazionale ad oggi esistente ha un budget di €2.5 miliardi che risultano poco investiti nella ricerca. Circa l’ 1,2% sono gli investimenti fatti in Italia, abbastanza lontani rispetto ai traguardi raggiunti dagli altri paesi dell’ Unione Europea.

Diversi ricercatori hanno fatto la richiesta che una tale organizzazione finanziatrice della ricerca prendesse forma. Però ad oggi non c’è stato ancora un confronto tra gli organi politici e la comunità scientifica.

Per questo motivo c’è il timore che una nuova agenzia – NRA – invece di semplificare i meccanismi di finanziamento rendendoli più semplici e rapidi, possa invece aggiungere nuovi limiti di budget. Inoltre, dato che non c’è stato nessun confronto con i leader scientifici italiani la paura è che le scelte che verranno prese saranno guidate in modo poco trasparente.

Il progetto prevede di ricevere € 25 milioni nel 2020, € 200 milioni nel 2021 e € 300 milioni all’anno dal 2022. Sicuramente, la nascita dell’agenzia ANR è una cosa positiva, come ha comunicato il direttore dell’ istituto Mario Negri, Giuseppe Remuzzi, ma resta la paura che i fondi vengano spostati su altri canali, qualora a capo dell’agenzia non ci siano figure appartenenti alla comunità scientifica, come ha affermato Albero Mantovani, direttore scientifico della Humanitas Research Hospital di Milano.

Lo stesso Lorenzo Fioramonti, ministro dell’educazione, dell’università e della ricerca, ha affermato che le figure scientifiche devono prendere parte allo sviluppo del ANR, come proposto in origine. Lui stesso si è mostrato stupito di vedere che nella gestione dell’ANR ci siano figure governative, sottolineando che non è possibile sviluppare l’ANR senza una partecipazione e una discussione attiva con la comunità scientifica.

Maggiori informazioni: Italy’s plan to create €300-million research agency draws fire. Nature 575, 424-425 (2019) doi: 10.1038/d41586-019-03561-w

Rivista: Nature

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